No, no assolutamente niente di personale (ma … mi permetto anche se non ti conosco.. ti senti preso in causa?). La mia osservazione deriva dal fatto che spesso e volentieri purtroppo i ragazzi sono oramai quasi tutti tutelati morbosamente dai genitori, che stanno perdendo sempre più la figura di educatori nei confronti dei propri figli e stanno assumendo quella di veri e propri procuratori o menager. Oramai non conta più che il proprio figlio si presenti puntuale ad ogni allenamento, si impegni, segua le direttive dell’allenatore, dando la giusta priorità all’impegno preso nei confronti della società, dell’allenatore e dei propri compagni, ma altresì un controllo cronometrico del minutaggio in partita del proprio pargolo, o che ne so, contestare l’operato tecnico dell’allenatore, pur non sapendo neanche che a basket si gioca senza portiere e terzini. L’importante è che il proprio figlio diventi un altro trofeo da mettere nella bacheca della famiglia. Sono nell’ambiente da tanti anni e nello stesso tempo sono anche un genitore, con tutti i difetti e gli sbagli che posso aver commesso, ma ti posso assicurare che fino che i ragazzi avranno sempre qualcuno che gli copra sempre il culetto (scusa l’espressione), non riusciranno a far vedere mai il loro vero valore. E per questo come ha ribadito anche big-man, la famiglia di Siro è stata esemplare nella crescita del ragazzo che adesso forse anche per questo, sta finalmente raccogliendo i frutti di tutto quello che con fatica e sudore aveva seminato in tutti questi anni di basket giovanile.