| C'è stata una parentesi storica, seppur breve, di qualche settimana, in cui lo scenario della pallacanestro goriziana si sarebbe potuto probabilmente (ma dirlo con il senno del poi...) riscrivere. Nel preciso istante in cui venne resa pubblica la cessione dei diritti a Pesaro si badò sostanzialmente a due cose: a tenere buona la piazza e a rassicurare che si sarebbe fatto tutto il possibile per salvare una situazione già largamente compromessa. Per non dire, come lo era nei fatti, compromessa del tutto. La piazza protestò ma quel che dispiacque maggiormente fu il silenzio che sostanzialmente circondò l'altro avvenimento che già era maturato da qualche tempo: l'arrivo di Massimo Paniccia a Gorizia. Tralasciando i risultati che il Paniccia stesso ha avuto con la NPG (anche qui, con il senno del poi...) ci fu un momento in cui si fece avanti un finanziatore veronese, tale Zandomeneghi, avvenimento che trovate comunque riportato nella "Cronistoria" di quei mesi, che si rese disponibile ad affrontare anche in tribunale la battaglia contro Pesaro subentrando ai ricorrenti della Domino che nel frattempo si erano mossi, seppure in ordine sparso. Ebbene, in quel preciso istante la volontà che mai nessun quotidiano o altro organo di stampa ha pubblicato, non era esattamente quella di condurre una battaglia giudiziale all'allora (come cambiano le cose, eh?) potentato pesarese cercando di ripristinare il precedente ordine delle cose, pur essendoci gli spazi giuridici per muoversi. Tutto qui. Richiamare alla memoria chi, nel concreto si mostrò contrario ad ogni proclama di guerra contro lo Scavolini non ha più senso farlo. Basta far ricorso alla memoria di ognuno per gli avvenimenti maggiori, e a qualche personaggio ancora oggi presente sulla scena per una serie di iniziative meno visibili ma ugualmente concrete. Dinnanzi ai proclami che già allora si sprecarono sul tema "cediamo anche gratis la società a chiunque voglia subentrare", evidentemente, non si può che sorridere: oggi come allora. Hanno voluto tirare dritto, purtroppo... E comunque la storia non è certo garante di quello che sarebbe poi stato: oggi possiamo giudicare solo gli avvenimenti realmente accaduti e perciò degni di commento. |
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