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New Post 16/03/2006 17.02
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Zorzi... Mica lo ritroveremo sulla panchina di Gorizia adesso? 
Oggi su legabasket.com si legge questo:

Viola, anche Zorzi getta la spugna

16/03/2006 09:13 
Il tecnico, nel corso di una conferenza stampa, ha annunciato che non se la sente più di continuare

- La Gazzetta del Sud -

Come due innamorati, senza niente da fare, che non hanno nient'altro che una storia d'amore. Mettiamo anche Jovanotti ad immalinconire ulteriormente la colonna sonora dell'ultimo atto. Una storia senza tempo, né età. Una storia vera. Quella di un uomo, del suo amore per la pallacanestro, della dignità sportiva scevra d'interessi e logiche materialistiche. Sullo sfondo, il posto dove meglio è riuscito a diffondere il proprio credo. E le lacrime finali, ultimo fotogramma per magnificare un eccezionale professionista.
Magari avrebbe meritato un applauso più grande, anche da parte di coloro che non marcano più abitualmente il cartellino al Pentimele, ma i cui animi li ha incendiati inesorabilmente. Neanche altre cento sconfitte avrebbero mai incrinato il tenero rapporto con la "sua" città, fondato sul reciproco rispetto e la lealtà. La stessa che lo porta a dire basta.
«La mia idea era quella di scappare via immediatamente, di nascondermi come ho fatto questi ultimi quindici giorni che ero qui, perchè non volevo più, essendo io un sognatore, né sognare né illudere gli altri. Sono andato a pranzo sabato e dopo un mese che non ci andavo ho chiesto scusa al proprietario del locale, ma mi vergognavo di uscire. Non sono mai andato da nessuna parte, ho fatto vita monacale, mi sentivo in penitenza. Ma non potevo farlo ancora o scappare, era giusto salutare, guardandovi tutti negli occhi» così si congeda Tonino Zorzi. Il troppo è troppo, anche per lui, abituato ai mari in tempesta.
«Per me è difficile – continua il Paròn - essere sereno alla prima interruzione di un rapporto di lavoro dopo un'infinità di anni. Come dicono dalle mie parti, "non sono farina per far ostie". Una volta ero più cattivello, col tempo mi sono addolcito, non tanto da poter sopportare certe umiliazioni. Non solo alla persona, ma anche al mio modo di vedere la pallacanestro. Sono sempre stato abituato a lavorare con gente che pensava avanti, non solo ed esclusivamente al proprio "do ut des". Qua la società che ha operato, tramite Abenavoli e Santoro, non ci ha fatto mancare mai quello che era nei limiti delle loro possibilità. Non tante, ma neppure poche. Non è un problema di soldi. Un tempo i ritardi nei versamenti avvenivano regolarmente e avvengono tutt'ora in club insospettabili. Qui invece abbiamo trovato giocatori con agenti che hanno fatto pesare eventuali mancanze strutturali o che addirittura al pagamento puntuale di un mese, dicevano "quello dopo, difficilmente lo prenderai"».
Zorzi passa in rassegna le motivazioni che lo spingono all'amaro addio: «Tengo fuori i tre ragazzini più Rugolo, Saccà. Spendo due parole per Grace, che si è sbattuto sempre, pensando magari al futuro, ma con grande spirito. Gli altri invece hanno giocato tutti col freno a mano tirato. Qualsiasi cosa impediva loro di allenarsi bene: dal televisore, al freddo, al caldo, il campo con la polvere. Nella mia vita ho avuto sempre giocatori con problemi, ma che in campo davano l'anima. Questi qui, ora non fanno neanche più il minimo, non sono presenti nè con la mente, nè con il cuore. La pallacanestro non è solo tecnica o mentalità professionistica, ma soprattutto voglia di saper soffrire assieme. Per questi qui, lavorare assieme, è una grande difficoltà. Tirandomi fuori, è possibile che adesso abbiano qualche input in più per fare meglio». I saluti sono tutti per la sua Viola: «mi auguro che la società, la città, il sindaco, quelli che potrebbero salvare il tutto, si mettano d'accordo e cerchino di salvare questa Viola che rimane sempre nel mio cuore».
Anche tu, caro Paròn, resterai sempre nel cuore dei tuoi tifosi.

Valerio Chinè

 
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